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Cari navigatori e amici

de "il [email protected] e le Vocazioni",

siamo ancora noi, anche se abbiamo cambiato luogo e comunità e ci presentiamo con una veste quasi nuova.

Siamo una piccola fraternità di Padri Carmelitani Scalzi che vive nel convento di San Girolamo in Ferrara situato nel cuore della Ferrara Universitaria, attorno alla quale gravitano moltissimi studenti.

La veste con la quale si presenta il Sito è in continuità con quanto fatto in questi anni, promuovere cioè la conoscenza del carisma vocazionale specifico del Carmelo e permettere ai giovani che ci contattano telematicamente l’opportunità di una prima verifica vocazionale al Carmelo.

La nostra presenza on-line, consolidata ormai da anni, oggi si aggiorna e ridisegna la propria veste non solo come strumento di orientamento vocazionale ma presentando anche quanti la propria vocazione carmelitana l’hanno vissuta in pienezza e sono pervenuti, alla scuola della tradizione carmelitana, alla perfezione della Carità, come il Venerabile Benigno di Santa Teresa di Gesù Bambino della nostra Provincia Religiosa Carmelitana di Lombarda e contribuire all’irraggiamento della fama della sua santità, ma anche per presentarvi tre altri fratelli “speciali” appartenenti alla stessa Provincia per la quale il Venerabile Benigno, rinnovando prima di morire la professione religiosa, offriva la sua vita per un confratello missionario e per la salvezza del Carmelo lombardo…

Ci è parso giusto mostrare che ogni vocazione, secondo il proprio stato di vita, è sempre vocazione alla santità per incoraggiare quanti desiderano essere introdotti nella terra del Carmelo e lì gustare i suoi frutti migliori (Ger 2,7).

“Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti” (Eb 12, 1).

Il nostro il Sito vuole essere anche l’espressione della voce della Vice Postulazione (CCC 2683). I testimoni che ci hanno preceduto nel Regno (Eb 12,1), specialmente coloro che la Chiesa riconosce come “santi”, partecipano alla tradizione vivente della preghiera, mediante l'esempio della loro vita, la trasmissione dei loro scritti e la loro preghiera oggi. Essi contemplano Dio, lo lodano e non cessano di prendersi cura di coloro che hanno lasciato sulla terra. Entrando nella “gioia” del loro Signore, essi sono stati stabiliti “su molto” (Mt 25,21).

La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli d'intercedere per noi e per il mondo intero. (CCC 2684)

Nella comunione dei santi si sono sviluppate, lungo la storia delle Chiese, diverse spiritualità. Il carisma personale di un testimone dell'amore di Dio per gli uomini si è potuto trasmettere, come “lo spirito” di Elia a Eliseo (2Re 2,9)… e ai primi eremiti del Monte Carmelo e da loro a Teresa di Gesù e a Giovanni della Croce, perché alcuni discepoli avessero parte a tale spirito (Conc. Ecum. Vat. II, Perfectæ caritatis, 2).

Una spiritualità è anche alla confluenza di altre correnti, liturgiche e teologiche, e testimonia dell'inculturazione della fede in un contesto umano e nella sua storia. Le varie spiritualità cristiane partecipano alla tradizione vivente della preghiera e sono guide indispensabili per i fedeli. Esse, nella loro ricca diversità, riflettono l'unica e pura luce dello Spirito Santo. “Lo Spirito è veramente il luogo dei santi, e per lo Spirito il santo è una dimora particolarmente adatta, poiché il santo si offre ad abitare con Dio ed è chiamato suo tempio” (San Basilio Magno, Liber de Spiritu Sancto, 26, 62: PG 32, 184).

Chi sono i nuovi compagni di cordata del Venerabile Padre Benigno, te li voglio far conoscere:

Padre Marcello dell’Immacolata (1914-1984) confessore sorridente che distribuì la misericordia di Dio a Ferrara dove trascorre la quasi totalità della sua vita carmelitana sacerdotale tra confessionale, insegnamento della religione, assistente spirituale dei bambini malati di talassemia; tra difficoltà e incomprensioni di ogni genere si mantenne sempre sereno e sorridente, praticando il servizio dell’accoglienza e dell’accompagnamento di chi giungeva al termine della sua vita. Un giorno per la fretta di rispondere al telefono cade rovinosamente dalle scale procurandosi un brutto trauma cranico.

Fra Jean Thierry di Gesù Bambino e della Passione, il bambino che voleva essere Gesù, e che in anni vicinissimi a noi si e posto alla scuola di Santa Teresa di Gesù Bambino, sintetizzando anche nel suo nome Gesù Bambino e Passione il desiderio forte di accompagnarsi in tutto a lei fino a voler anche lui in Cielo non solo a far scendere una poggia di rose, ma addirittura un uragano di vocazioni.

Padre Maurizio di Gesù Bambino postosi anche lui alla sequela di Cristo nel solco della dottrina di Santa Teresa di Gesù Bambino. Poi  scopre di essere colpito da una rara forma di tumore, ne seppe il nome il giorno del suo XXV° anniversario del suo sacerdozio: mesotelioma, dono augurale che considera come il regalo personale di Gesù per il suo sacerdozio. Tutte le cure non possono fare altro che a prolungargli la vita di alcuni mesi. Chiede di ritornare in Israele sul Monte Carmelo e qui, dopo un po’, riaggravatosi, se ne va alle 00.15 di domenica 14 dicembre 1997, solennità per l’Ordine di S. Giovanni della Croce a cantar maitines en el Cielo con lui.

Questi tre fratelli “speciali”, sono anche loro, se pur a diverso titolo, candidati sulla strada per essere dichiarati, attraverso la viva voce del Papa, prima beati e dopo santi.

La nostra Provincia religiosa di Carmelitani scalzi si trova ad affrontare da anni quella che ci si è abituata a chiamare una crisi vocazionale, crisi di numeri in primo luogo, spessa manca la materia prima cioè i chiamati, e poi crisi perché i chiamati spesso non sono capaci di giudizio sul senso da imprimere alla loro vita, non sono risoluti a scegliere stati di vita duraturi come matrimonio e di conseguenza sacerdozio o vita consacrata.

Ma la vigna del Carmelo è un luogo che non può rimanere sterile e incolto.

La nostra Provincia nella sua storia non molto lontana, che possiamo far risalire agli anni che seguono la beatificazione e Canonizzazione di Santa Teresa di Gesù Bambino, ha assistito a una fioritura di esperienze di santità “insolita” cominciando con Il Venerabile Padre Benigno Carvi che nel suo nome religioso si richiama appunto di SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO sottolineando così il suo desiderio di ricalcarne in un certo qual modo le orme seguendo da vicino e praticando lo stile di vita della sua consorella francese.

Come disperare con una messe così abbondante e soprattutto immeritata di fratelli che ognuno in modo specifico e originale ci hanno tracciato un percorso reale della santità professata nella cose più ordinare della loro esistenza

Una peritonite, una caduta rovinosa dalle scale, un mesotelioma e l’amputazione di una gamba nella speranza di fermare un tumore, sono le circostanze della vita che costringono prepotentemente a verificare la verità della tua sequela di Cristo. Qui non si può più fingere ci credi o no!